Il PAGELLONE della Stagione – l’ATTACCO

Le grandi delusioni sono Moro e Antonucci, Pio Esposito termina in crescendo e con un gol benedetto dal destino, Falcinelli sterile ma in qualche modo prezioso, Verde capocannoniere tra alti e bassi, Di Serio porta tutto quello che prima non c'era..

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ANTONUCCI 5 – 19 Presenze, 1263 minuti giocati.

Doveva essere un acquisto di punta, l’unico vero investimento di una certa rilevanza deciso nel mercato estivo, ma si rivela presto un flop. Trova da subito la fiducia di Alvini e tutto il minutaggio del mondo, trova una piazza che lo accoglie bene, desiderosa di aggrapparsi alle giocate di questo trequartista/esterno che tanto bene aveva fatto l’anno prima a Cittadella. Una piazza desiderosa di nuovi beniamini per risollevare un morale a terra: uno non sarà mai lui.
C’è chi ne paventa qualche limite caratteriale e di personalità, qualche timidezza di troppo al cospetto di una tifoseria calda, manco fossimo a Buenos Aires. Fatto sta che l’ex granata non punge, non segna, non incide in alcun modo possibile, mostrando col passare del tempo rassegnazione e apatia anzi che determinazione e voglia di divertire. Col mercato di riparazione trova collocazione, in prestito, a Cosenza, dove continua a non fare sfracelli pur risultando quasi sempre sufficiente nelle pagelle di fine gara.
Tutto da valutare il suo futuro, probabilmente ancora lontano da qui. Peccato.

Mirko Antonucci – Foto Patrizio Moretti

MORO 4,5 – 26 Presenze, 1000 minuti giocati.

Doveva essere lui il centravanti di riferimento scelto dalla società per puntare l’alta classifica, la storia si è rivelata severissima: una doppietta pronti/via in quel di Bolzano sarebbe dovuta fungere come i raggi del sole in piena primavera per un pannello solare, come benzina al motore, bandiere rosse sventolate sotto gli occhi di un toro. Niente di tutto questo, e neanche di lontanamente somigliante.
C’è chi dà la colpa a quel calcio di rigore sbagliato a Catanzaro i giorni dopo la bella prova in casa del SudTirol: se cosi fosse, sarebbe preoccupante per lui, per la sua carriera ad alti livelli.
Ci prova, soprattutto all’inizio della gestione D’Angelo, a dare una scrollata a quel torpore, un paio di subentri fanno ben sperare ma finisce per ri-spegnersi molto presto e non trovare più il campo nel rush finale, nemmeno per pochi scampoli.
Veniva da un ottimo campionato a Catania in Lega Pro e da una discreta prima stagione in B a Frosinone, l’errore – pesante ai fini dell’economia generale – è stato quello di aver puntato su di lui la carta del centravanti titolare. È giovane, potrà rifarsi ma qui pare aver fatto desolatamente il suo tempo.

Luca Moro – Foto Patrizio Moretti

ESPOSITO PIO 6 – 38 Presenze, 1774 minuti giocati

Per il minore dei fratelli Esposito, classe 2005, è stata una stagione sofferta, complessa e molto complicata in zona gol, ma anche di prezioso apprendimento data la giovanissima età.
L’Inter crede in lui, lo manda a farsi le ossa in B dopo una proficua stagione nella Primavera nerazzurra e nell’Under 21 azzurra, il problema è non aver capito, in sede di allestimento del parco attaccanti, che il ragazzo avrebbe dovuto avere il tempo necessario per prendere confidenza con una categoria fatta di “cagnacci”, di difensori che per mesi gli hanno un po’ “mangiato” in testa.
L’altro grosso problema è stato Moro, ossia non riuscire a dilazionare le presenze con maggiore calma alle spalle di un centravanti affidabile. Mostra dunque tutto l’acerbo del mondo, sbaglia tanto sotto porta, arriva pochissime volte coi tempi giusti sui cross dei compagni a volte risultando anche un pò goffo in certi movimenti e in certe conclusioni, roba che è figlia della frenesia, delle complessità del momento.
Lo Spezia davanti patisce tanto questa situazione.
Differentemente da Moro, il merito è stato quello di non demordere, di aver voglia di crescere sempre un po’ di più e di rendersi utile alla causa se non con i gol – tasto dolente col passare dei mesi – quantomeno fungendo sempre più da apporto concreto per i compagni, sistemando in certi frangenti la postura, catturando sempre più falli da situazioni sporche, risultando utile per la manovra aquilotta.
Inizia a usare i gomiti, a sbracciare con criterio, a tenere maggiormente a bada i “cagnacci” di cui sopra, fino a trovare un gol benedetto proprio nell’ ultima gara stagionale: un gol bello e fondamentale.
Fase crescente.

Pio Esposito – Foto Patrizio Moretti

VERDE 6,5 – 29 Presenze, 1982 minuti giocati.

Inutile girarci intorno, tutti ci saremmo aspettati un apporto più sostanzioso da parte dell’attaccante napoletano. Mezzo voto in più lo merita per quel piccolo filotto di gol, distribuito in un periodo breve ma comunque prezioso, idoneo a lanciare la rincorsa alla salvezza.
Trova poco il campo con Alvini, forse alla base uno scarso feeling tra i due, forse poca voglia da parte sua, sicuramente a inizio stagione è meno coccolato rispetto a quanto fa D’Angelo, allenatore intelligente che sa di dover mettere un profeta alla base di una disperata preghiera
Diverse voci lo davano in partenza subito dopo la trasferta di Pisa ma proprio li, in terra per noi nemica, decide con una doppietta di regalarsi un’altra primavera nel golfo dei poeti, convinto sempre di più dalla fiducia dimostratagli dal mister e dall’affetto dei compagni. Ci mette tanto impegno, qualche altro gol, lascia un po’ perplessi il suo modo di stare in campo spendendo spesso energie preziose lontanissimo dalla porta avversaria, non incide quanto dovrebbe nelle ultime settimane, soprattutto dentro quelle partite che paiono più alla portata ma che necessitano di un tocco risolutore da parte dei giocatori di maggior talento.
Decrescita felice, comunque, visto il rendimento crescente di altri attaccanti in rosa e considerando il risultato finale.
Potrebbe essere stato il suo ultimo giro di giostra in questa piazza alla quale ha saputo regalare momenti di classe cristallina e istanti indimenticabili.

Verde esulta dopo il gol decisivo – Foto Patrizio Moretti

FALCINELLI 6 – 16 Presenze, 956 minuti giocati.

Sul suo voto pesa inevitabilmente il dato “zero” alla voce gol fatti, ma la sufficienza, seppur stiracchiata la raggiunge.
Sarebbe da 7 solo per il coraggio dimostrato a gennaio, quando ha accettato con entusiasmo e con un pizzico di follia di lasciare una squadra, il Modena, in zona Play Off, per una che era nel fondo della classifica.
L’impatto è quello che un po’ tutti auspicavano: finalmente un centravanti che sa fare sportellate e tenere su qualche palla in più, un attaccante di riferimento in grado di dare sviluppo e alternative alla manovra offensiva: un centravanti esperto, di “categoria”, che fa bene a tutto l’impianto.
Il problema enorme – come detto – è in zona gol, perché uno come lui ha il dovere di fungere da terminale sotto porta con un minimo di continuità, anche appena sufficiente.
Al di la di questo, è anche da giocatori come lui che si dovrà ripartire per una stagione migliore.
Quel dato citato prima, in fondo, non potrà che migliorare..

Diego Falcinelli – Foto Patrizio Moretti

DI SERIO 7 – 10 Presenze, 626 minuti giocati.

Eccola una delle poche operazioni dai costi/benefici realmente eccellenti. Arrivato un po’ in sordina, anche se a 22 anni può vantare già stagioni tra serie A e serie B, l’attaccante proveniente dall’Atalanta Under 23 è pura manna per le aquile che mancavano di un giocatore offensivo in grado di saltare l’uomo, attaccare la profondità e non tremare davanti alla porta. 3 gol – sarebbero dovuti essere 4 se contiamo l’episodio contro la Samp al “Picco” – assist, strappi palla al piede, verve agonistica, concentrazione alle stelle, la capacità di agire con profitto lungo tutto il fronte offensivo. Porta tutto quello che prima non c’era.
Peccato quell’infortunio muscolare che lo tiene qualche settimana lontano dal campo in un momento per lui particolarmente positivo.
Un attaccante completo e moderno che oggi è tutto di proprietà, un patrimonio niente male considerando l’utilità immediata e le potenzialità del ragazzo. Viene da domandarsi come mai l’Atalanta si sia fatta sfuggire con questa facilità un giocatore prototipo di quel modo di fare calcio tutto gamba, qualità e intensità.
Imprescindibile ripartire da lui.

Giuseppe Di Serio – Foto Patrizio Moretti

KROLLIS S.V.

Dennis Maggiani
Dennis Maggiani
Nato a La Spezia, laureato in Scienze giuridiche, Istruttore qualificato di Scuola Calcio, ex Osservatore del Settore giovanile dello Spezia Calcio. Dal 2015 redattore di Spezia Calcio News Quotidiano.

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