Il COMMENTO su Padova-Spezia di Massimo Benedetti

Quanto servirà questo pari lo scopriremo solo vivendo, ci sono ancora dieci partite da giocare e trenta punti in palio. La sconfitta sarebbe stata una beffa. Si perché questa volta lo Spezia la partita l'aveva iniziata anche bene, con la giusta determinazione nonostante i giocatori contati e un attacco ridotto ai minimi termini. In vista della sfida proibitiva di sabato al Picco contro il Monza, l'obiettivo numero uno è recuperare qualcuno degli infortunati, auguriamoci buone notizie almeno dall'infermeria.

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Uno Spezia ridotto ai minimi termini con tanti, troppi infortunati (Adamo e Di Serio neppure in panchina, Hristov per onor di firma, anche Nagy che era uscito dai radar torna titolare) non ha la forza di battere il Padova, rischia addirittura di perdere, ma il primo gol in serie B di Bonfanti mantiene ancora viva la speranza di una salvezza che diventa però, obiettivamente, sempre più difficile.

Quanto servirà questo pari lo scopriremo solo vivendo, ci sono ancora dieci partite da giocare e trenta punti in palio.
Può succedere ancora di tutto, anche se i tifosi, a Padova erano in 150 encomiabili di martedì sera, ci credono sempre meno.

E’ facile dire alla vigilia che certe partite bisogna vincerle per forza, ma in campo ci sono anche gli avversari e non vediamo perché il Padova, pur quasi salvo, avrebbe dovuto scansarsi.
Gli Euganei hanno provato a vincerla, approfittando delle solite amnesie difensive delle Aquile, come nel caso del gol dell’1-1, del tutto regalato, o del 2-1 con Mateju che è andato troppo molle (nell’azione si è anche infortunato ed è stato costretto ad uscire) sul non certo irresistibile Lasagna. Che però quando vede lo Spezia segna sempre.

La sconfitta sarebbe stata una beffa. Si perché questa volta lo Spezia la partita l’aveva iniziata anche bene, con la giusta determinazione nonostante i giocatori contati e un attacco ridotto ai minimi termini.
Ma meno male che c’è Gabriele Artistico, il cui ottavo centro su preciso assist di Bonfanti ha permesso di sbloccare il risultato, proprio quello che ci voleva.

Le Aquile hanno cercato di prendere le misure, il Padova non si è quasi mai fatto vedere pericolosamente dalle parti di Radunovic, semmai è mancato il possibile colpo del ko ma Vlahovic è stato ancora una volta troppo evanescente per rappresentare una minaccia. E in panchina, a parte il giovane Conte, non c’era nessuno altro.

Padova quindi che ha preso coraggio e ha pareggiato senza neppure meritarlo. Caprari però è stato lasciato troppo libero di fare quello che ha voluto da Bellemo sulla fascia sinistra e sul suo traversone al centro non è bastata la grande parata di Radunovic sul tiro di Faedo, perché Sgarbi ha ripreso il pallone e lo ha messo dentro.
Il primo tempo in pratica finisce qui, il Padova si accontenta e lo Spezia non riesce più a fargli male.

Nel secondo tempo la situazione non è molto diversa, lo Spezia ci prova ma arrivare al tiro è sempre molto difficile.
Escono Nagy e Bellemo per Romano e Bandinelli, poi Donadoni toglie anche lo spento Vlahovic dopo un vano tentativo di virtuosismo in area inserendo Valoti, quindi tocca a Vignali per un Ruggero appannato.

Lo Spezia sa che servono i tre punti, ma i tiri di Bandinelli e Romano da fuori area non impegnano più di tanto Sorrentino. E’ invece il Padova ad andare in vantaggio a sorpresa e ad illudersi di poter vincere la partita.
Accade però quello che forse nessuno si aspetta, ovvero che lo Spezia torni a segnare un gol su calcio d’angolo. Il merito è dell’appena entrato Beruatto che disegna una parabola perfetta per la testa di Bonfanti, Sorrentino ci mette anche un po’ del suo ed ecco il 2-2.
Finisce così, nessuno ha la forza di fare altro.

La Reggiana vittoriosa al Picco che prende quattro gol in casa dal Sudtirol e la vittoria nel finale dell’Entella sul Modena sono una mazzata in attesa di vedere cosa faranno Bari e Mantova. Di sicuro lo Spezia rimane in una posizione di classifica drammatica.
In vista della sfida proibitiva di sabato al Picco contro il Monza, l’obiettivo numero uno è recuperare qualcuno degli infortunati, auguriamoci buone notizie almeno dall’infermeria.

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