Uno dei protagonisti del match contro il Monza è stato il giovane Cristian Comotto che ha parlato in sala stampa al termine del match.
Avete fatto una grande partita recuperando un doppio svantaggio e tu hai fatto una partita importante dal punto di vista della personalità.
“L’importante è vincere perché abbiamo passato un momento molto difficile e vincere contro la prima in classifica è una dimostrazione importante che ci siamo e non molliamo. Dobbiamo continuare così perché meritiamo di essere in una posizione di classifica diversa e con questa cattiveria possiamo farcela. Per quanto mi riguarda oggi ho giocato in una posizione diversa, ero un po’ più largo, ma per aiutare questa squadra, io giocherei anche in difesa per riuscire a raggiungere il nostro obiettivo. Mancano nove giornate e sono nove finali”.
E’ ingiusto sottolineare solo questa partita: il tuo è stato un crescendo nelle ultime settimane. Quanto è difficile per un ragazzo così giovane, riuscire a crescere nonostante la situazione difficile in cui si trova la squadra?
“Io ringrazio tantissimo in mister perché far giocare un ragazzino di 17 anni sicuramente non è facile. Io quando gioco ci metto sempre tanta personalità perché più si gioca con paura e peggio è. Per aiutare la squadra bisogna avere personalità e prendere iniziativa e questo è quello che ho cercato di fare nelle ultime partite. Credo che stiamo crescendo partita dopo partita e ora dobbiamo riuscire a mantenere la continuità che ci manca da inizio anno”.
Hai già sentito la tua famiglia dopo questa bella prestazione?
“No, non ho ancora sentito nessuno, ma sono sicuro che sono molto contenti. Soprattutto lo sarà mio papà, visto che oggi ho fatto una partita più difensiva, proprio com’era lui. Secondo me saranno più contenti per la vittoria, perché anche loro sanno quanto ho sofferto quando non andavamo bene”.
Ricordi un po’ un giocatore che è stato qui vent’anni fa: Alessandro Budel. Ma la differenza è che tu hai quattro anni in meno rispetto a lui quando arrivò qui e ora c’è da giocarsi la salvezza. Sei pronto per questo?
“Io se gioco mezz’ora, venti minuti o novanta, il mio atteggiamento è sempre lo stesso, cioè quello di aiutare la squadra. Se si vedono i nostri allenamenti non si capisce come facciamo a trovarci in quella posizione di classifica, ma se le partite sono andate male c’era un motivo. Ora stiamo trovando la quadra e dobbiamo cercare la continuità perché ora è la cosa più importante”.



