Da Pio a Christian: Lo Spezia fa il salto di qualità

Pio Esposito e Christian Comotto, due facce di una medaglia che segue un percorso virtuoso da parte del club aquilotto. Ci piace immaginare, idealmente, un passaggio di consegne tra i due, tra chi è andato via con le lacrime agli occhi tradendo tanta voglia di restare qui, e chi è appena arrivato e si trova davanti, in fondo, una strada ben tracciata.

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Per molto tempo le giovani promesse del calcio italiano non sono transitate di qua.

Non ne sono transitate nei decenni di serie C e Lega Pro, a parte qualche piccola e sporadica eccezione, e neppure durante i primi campionati – targati Gabriele Volpi – di una serie B riagguantata dopo le due stagioni da meteora vissute sotto la gestione Ruggeri.

Per non andare troppo distanti, si guardava a Empoli, a quella che, ogni anno, pareva una miniera di giovani talenti fatti in casa o prestati dai grandi club. Talenti in rampa di lancio, di sicuro avvenire.

Oggi lo Spezia è piazza credibile alla stregua di altre ottime e da tempo affidabili realtà provinciali, è una piazza che ha dimostrato di credere nei giovani partendo proprio dai ragazzi del proprio settore giovanile lanciati via via in prima squadra: la cosiddetta “generazione Ferdeghini” che ha visto protagonisti negli ultimi anni giocatori preziosi e pronti all’uso come Vignali, Maggiore, Bastoni, Ceccaroni, Bertola ed altri partiti per altri lidi del calcio di massima serie nazionale e internazionale come Sadiq, Mulattieri, Candela, per restare ai più noti.

Gli anni trascorsi nella massima serie hanno certamente svolto un altro ruolo importante in termini di visibilità e conoscibilità di questa piazza, del suo modo di vivere e fare calcio: una piazza esigente ma matura, una provinciale che ha tutti i crismi idonei – tecnici e ambientali – per testare i giovani di maggior talento provenienti dai grandi club, ragazzi che necessitano di esperienza.
Una scuola che insegna, che sa essere a tratti dura ma sa un secondo dopo comprendere e coccolare, nella quale vivi da dentro il calcio con passione e trasporto con tutte le conseguenze che ne conseguono a 360 gradi in termini di maturazione.

Con Pio Esposito la società di via Melara ha fatto un lavoro eccezionale, dapprima convincendo l’Inter – sotto la gestione Macia/Melissano – a farsi prestare un attaccante decisivo e dai grandi numeri in tutti i campionati giovanili frequentati a livello nazionale.
Un primo anno di puro apprendistato all’interno di un contesto divenuto via via sempre più difficile a causa dei risultati della squadra e di una gestione tecnica apparsa confusionaria.
Tanto minutaggio e le difficoltà tipiche riscontrate da chi si affaccia per la prima volta nel calcio dei grandi, difficoltà che, chi ha talento e personalità, supera col lavoro, col sacrificio, col talento e con la fiducia che gli viene riposta.

Grazie anche alla volontà del calciatore, non è stato difficile convincere l’Inter a rinnovare il prestito in riva al golfo dei poeti e mettere il classe 2005 ancora più al centro dell’attacco di un mister, Luca D’Angelo, che ha sempre creduto in lui, anche in tempi più acerbi.
I risultati dell’ultima stagione li conosciamo tutti e, oggi, li conoscono anche a livello nazionale: i tanti gol di pregevole fattura, le esultanze sotto una Ferrovia straboccante in termini di numeri e di entusiasmo, i muscoli mostrati per aizzare il calore della folla, tutte immagini che hanno fatto e continuano a fare il giro del web tra i tifosi di qualunque squadra.
Un modello perfetto, un connubio giocatore – piazza che non è passato inosservato.

E cosi, anche quest’anno, probabilmente non è stato difficile convincere l’altra società meneghina, il Milan, a puntare sulle aquile al momento di scegliere una destinazione in prestito per Christian Comotto, prodotto delle giovanili della società rossonera, classe 2008, numeri impressionanti – data l’età – nel campionato Primavera e tutta la fiducia di questo mondo riservatagli da mister Massimiliano Allegri: durante la tournee asiatica che ha visto il Milan impegnato in questo pre-campionato, infatti, il tecnico toscano ha dato fiducia in più occasioni al giovanissimo centrocampista fatto in casa, diverse e sempre lusinghiere sono state le dichiarazioni che lo riguardavano, mai banali i minuti trascorsi in campo contro avversari pure di ottimo livello.

Gli occhi di tanta serie A e tanta serie B addosso ma a spuntarla è il club aquilotto, che accoglie Comotto a braccia aperte trasmettendogli tutta la fiducia di un ambiente positivo, appassionato ed ambizioso.
Subito tappa al “Picco” per le foto e i video di rito, gli occhi su quel perfetto manto erboso, quindi lo sguardo volto verso tutta la maestosità che oggi la Curva Ferrovia sa regalare a chi le si pone di fronte e, chissà, il pensiero corso a Pio Esposito, a immagini e scatti che Christian avrà certamente visto nell’ultimo periodo.

Ci piace immaginare, idealmente, un passaggio di consegne tra i due, tra chi è andato via con le lacrime agli occhi tradendo tanta voglia di restare qui, e chi è appena arrivato e si trova davanti, in fondo, una strada ben tracciata.
Al talento l’ultima parola, dinanzi a una tifoseria che saprà aspettare e intanto darà respiro alla sua curiosità ad ogni giocata, ad ogni grado in più di minutaggio.
Una tifoseria che saprà cibare ancora la sua inesauribile curiosità di calcio e una fame di talento sempre ai massimi livelli, oggi sempre più matura, che pare seguire su una ideale via parallela il salto di qualità del club bianco.

Dennis Maggiani
Dennis Maggiani
Nato a La Spezia, laureato in Scienze giuridiche, Istruttore qualificato di Scuola Calcio, ex Osservatore del Settore giovanile dello Spezia Calcio. Dal 2015 redattore di Spezia Calcio News Quotidiano.
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