Il PAGELLONE di Verona-Spezia – Nzola un gigante, Holm un incubo, Drago si immola

Al "Bentegodi" ci si gioca tanto e Nzola sale in cattedra con una doppietta condita da una gara di grandissimo spessore tecnico e agonistico. Prestazione di livello anche per Holm che annichilisce Lazovic, mentre lo sfortunato Dragowski si immola su Lasagna.

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DRAGOWSKI – 8 Si immola su Lasagna senza pensare al mondiale a rischio, ne ricava un infortunio che lo priverà della competizione ma che probabilmente salva la sua squadra da un raddoppio che sarebbe stato fatale. Un applauso per il coraggio, forza Drago, a presto!

AMIAN – 6,5 Questa volta Gotti lo piazza sulla linea dei difensori e alla fine probabilmente risulta quello che fa meno errori. Non è esente da responsabilità come gli altri sul gol di Verdi, ma non perde mai la testa anche se nel finale rimedia un giallo.

CALDARA – 6 Il vero spauracchio per la difesa è Lasagna e lui lo soffre quando la linea resta alta, come in occasione del gol. Un altro paio d’incertezze rischiano di compromettere una gara nella quale fa anche molte cose positive per limitare i pericoli.

KIWIOR – 6 Quando lo sposti del centro della difesa, fa talvolta fatica a trovare la posizione giusta. Anche lui si fa beffare da Lasagna sul gol, ma di contro in altre occasioni da il meglio di se. Alla fine limita i danni e non capitola, specie quando la difesa si compatta ed ha più punti di riferimento. Andrà al mondiale, buona fortuna.

HOLM – 7 Lo svedese ormai è una sorta di spauracchio per ogni avversario che si trovi a incrociarlo sulla fascia. Oggi è toccato a Lazovic pagarne le conseguenze, tanto che le sue solite incursioni pericolose in zona gol, sono state praticamente annullate sino alla sostituzione. Ma non si limita a difendere, rendendosi pericoloso al tiro e con i soliti cross. Si merita alla grande la convocazione in Nazionale A.

EKDAL – 6 Da mezzala per fornire il suo apporto tecnico-tattico nelle due fasi, prova a fornire palloni preziosi agli attaccanti, provando anche il tiro dal limite. Finisce però per essere spesso chiuso dal centrocampo avversario, andando in difficoltà in copertura. Essendo la terza gara di fila in una settimana, Gotti lo lascia negli spogliatoi all’intervallo.

AMPADU – 6,5 Per la prima volta dall’inizio come mediano davanti alla difesa, Gotti lo sceglie per opporsi ai due trequartisti del Verona tra le linee. Non tutto gira come vorrebbe e come dovrebbe nel primo tempo, tanto che si prende anche un giallo, ma non molla di un centimetro. Meglio nella ripresa, quando la squadra gira come si deve e lui riesce a far da diga con più efficacia. Buon mondiale anche a lui!

AGUDELO – 6,5 Prima da mezzala avanzata, poi da mediano davanti alla difesa, infine da ala sinistra, la sua gara è una variazione continua di posizione in campo ma l’impegno è continuo, anche se non sempre gli riesce la giocata. Si fa notare per un recupero su Tameze a inizio gara che spegne un’azione pericolosa, esce stremato a pochi minuti dalla fine.

BASTONI – 6,5 Si vede che non è al 100% ma centellina le forze per dare il suo apporto il più a lungo possibile. Perde una palla sanguinosa nel primo tempo, ma si rifà con una ripresa di grande attenzione che porta a una conclusione parata miracolosamente da Montipò e all’assist intelligente per il gol di Nzola.

GYASI – 6 C’è una partita delicata e Gotti lo ributta dentro dall’inizio per andare a fare a sportellate con i difensori dell’Hellas. Il primo tempo vivrà su questo, palla spesso lunga per Holm o Nzola e lotta sulle seconde palle, alla quale si iscrive prendendo qualche fallo. Nella ripresa contribuisce dalla sinistra al forcing che porta ai due gol del ‘fratello‘ M’Bala. Esce dopo il pari per far posto a Bourabia.

NZOLA – 8 Non ci sono solo i due gol nella sua prestazione da centravanti completo, ma molto di più. Trattato con le cattive da Gunter per tutta la gara, perde pochissimi palloni, consentendo ai sui di avere sempre l’appoggio. Si mette anche in proprio sfondando sugli esterni con una potenza fisica invidiabile. Già nel primo tempo scalda le mani a Montipò, per punirlo nella ripresa con due perle imparabili. Incredibile ma vero, con 7 gol è a due gol dal capocannoniere Osimhen. Alla fine festeggia con la maglia di Dragowski, chapeau…

ZOET – 6,5 Gotti lo elogia a fine gara per essersi fatto trovare pronto sia nella gara con l’Udinese, chiamato in causa pochi minuti prima del fischio d’inizio, sia nella complicata, anche psicologicamente, gara odierna. Se la cava da grande professionista quale è, salvando su Lasagna nella ripresa e dando sicurezza alla difesa.

VERDE – 6,5 In campo a inizio ripresa per dar manforte all’attacco nell’inedito 3-4-3. Svaria molto, non da punti di riferimento, aiuta la squadra a prendersi il campo. Lotta sino alla fine sacrificandosi.

BOURABIA – 6,5 Parta dalla panchina, entra sul pari in tempo per completare la rimonta con l’assist per il raddoppio di Nzola e sfiorare il gol della sicurezza, impegnando Montipò nella parata più difficile di giornata.

NIKOLAOU – S.V. Roccioso negli ultimi minuti di gara a protezione della fascia sinistra.

ELLERTSSON – S.V. Prende il posto di Agudelo nel finale, prova a tener palla il più possibile.

ALL. GOTTI – 7 Finalmente il suo Spezia gli regala la gioia in trasferta. Piazza Ampadu davanti alla difesa confermando Caldara in difesa, ma, come dice lui, nella prima mezzora la gara non riesce a trovare ritmo, troppo nervosismo, troppi falli, ma i suoi si ritrovano sotto. La reazione però è veemente e potrebbe già garantire il pari a fine primo tempo. Nella ripresa rischia mettendosi a specchio, ma non tenendo dentro Ekdal come mediano davanti alla difesa, ma addirittura Agudelo. Un azzardo premiato dal gol del pari, a quel punto dentro Bourabia e gol del vantaggio che arriva. Fa diga nel finale mettendo dentro anche Nikolaou, ma Bastoni era allo stremo delle forze. Con 13 punti in 15 gare totalizza il miglior score rispetto ai suoi predecessori, dando l’impressione di aver dato identità e gioco alla squadra. Con un Nzola così e puntellando qualche lacuna, da gennaio la zona rossa potrebbe essere allontanata ancor di più.

Arbitro MARESCA – 6,5 la gara è delicata, i corpo a corpo non mancano, c’è correttezza in campo ma anche gioco maschio e lui tarda a estrarre il primo giallo. L’intervento di Lasagna su Dragowski che porta all’infortunio del portiere appare involontario, entrambi vanno sulla palla. C’è un mani in area del Verona, ma il braccio è attaccato al corpo, anche se la sfera andava verso la porta, giusto non intervenire. Nel complesso una buona direzione di gara.

Enrico Lazzeri
Enrico Lazzeri
Nato a La Spezia, è il Direttore Responsabile della testata, segue lo Spezia con passione e trasporto dai primi anni '80 prima da tifoso, poi da tecnico televisivo ed infine da giornalista. Per anni Direttore di Astroradio, collabora con Tele Liguria Sud dagli anni 80, attualmente opinionista nella trasmissione Voglia di Spezia al giovedì sera.

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